Urna cineraria del "Maestro di Enomao"
Collezioni OnlineMuseo Gregoriano EtruscoSala X e XI

Urna cineraria del "Maestro di Enomao"

Todi, località La Rocca
primo quarto del II secolo a.C.
alabastro
coperchio: alt. cm 40,5; lungh. cm 81.
cassa: altezza cm 43; lungh. cm 84,5
inv. 13887

Sul coperchio è raffigurata una coppia di coniugi distesa su una kline nell'atto di banchettare, scolpita a tuttotondo. Sulla cassa è rappresentata a bassorilievo l'uccisione di Enomao da parte di Pelope. Enomao, signore di Pisa nell'Elide, era solito sfidare i pretendenti di sua figlia Ippodamia in una fatale corsa ai carri, da Pisa all'Istmo di Corinto, durante la quale li raggiungeva e li uccideva trafiggendoli con la sua lancia. Solamente Pelope riuscì infine a vincerlo, usando i cavalli ricevuti in dono da Poseidone, oppure, secondo un'altra versione, corrompendo Mirtilo, l'auriga di Enomao, che, con l'inganno, sabotò una ruota del carro del suo sovrano. Nella mischia, resa da una composizione estremamente animata ed articolata su più piani, interviene attivamente un demone femminile alato, raffigurato in alto al centro. L'urna è stata attribuita al "Maestro di Enomao", figura convenzionale legata principalmente all'ambito volterrano.