|
|
|
|
|
|
|
|
La Galleria delle Carte Geografiche è lunga 120 metri, larga 6. Le pareti sono per intero ricoperte dalle rappresentazioni delle regioni d'Italia. La volta decorata a stucchi bianchi e dorati e ad affreschi policromi popolati di figure innumerevoli, di stemmi, di allegorie, di emblemi, è tutto un brulicante ininterrotto atlante di episodi sacri; antologia sterminata di agiografia cattolica, di erudizione ecclesiastica, di simbologia vetero e neo testamentarie. È la Chiesa di Roma che con i suoi miracoli e con i suoi santi copre come un salvifico provvidenziale mantello la patria italiana. Quaranta tavole geografiche sono dislocate lungo le pareti lunghe e su quelle brevi corrispondenti all'ingresso e all'uscita. |
|
|
|
E poi c'è il mare, il luminoso azzurrissimo mare italiano increspato di onde leggere, vivo e come rabbrividente al soffio di venti bizzarri che gonfiano le vele di navi dalle fogge più singolari.
L'Italia è, fra tutti i paesi del mondo, il "più nobile" intendendo nel termine tutto quello che è Storia, Memoria, Cultura, Varietà, Bellezza. Così pensava Gregorio XIII Boncompagni. Così sta scritto nei cartigli che sovrastano la carta dell'Italia antica (Commendatur Italia locorum salubritate, coeli temperie, soli ubertate) e quella dell'Italia moderna (Italia artium studiorumque plena semper est habita). Così, ancora oggi, alla vigilia del centocinquantesimo anniversario del fatale 1861, noi continuiamo a pensare. |
|
|
|
|||||