La Fototeca ha condotto nel tempo ricerche e studi successivamente pubblicati sia nel “Bollettino dei Monumenti, Musei e Gallerie Pontificie” sia in volumi frutto di collaborazioni varie. Tali attività hanno interessato molteplici ambiti, con particolare attenzione al patrimonio fotografico storico in relazione alle collezioni museali e agli allestimenti storici, nonché allo studio dei fotografi, in primis Romualdo Moscioni, il cui fondo rappresenta il fiore all’occhiello della raccolta.
Sono stati inoltre approfonditi temi relativi alla costituzione e all’ordinamento dei fondi, in particolare quelli dedicati a Roma, così come le vicende storiche legate alla nascita e allo sviluppo della raccolta e dell’Archivio Fotografico, oggi Fototeca.
Particolarmente importanti gli studi indirizzati all’organizzazione o partecipazione a convegni o mostre, così come le collaborazioni con Istituzioni accademiche e museali, volte alla definizione di progetti scientifici comuni, tutte confluite in pubblicazioni. Tra i molti contributi si ricordano quelli di Paola Di Giammaria, nei volumi: Immagini e memoria: gli Archivi fotografici di Istituzioni culturali della città di Roma, Roma 2014; Michelangelo e la Cappella Paolina. Riflessioni e contributi in occasione dell’ultimo restauro, Edizioni Musei Vaticani 2016; Alfabeto Fotografico Romano, catalogo della mostra, Roma, Palazzo Poli, 2017, al quale ha collaborato anche Cristina Gennaccari.
Tra le pubblicazioni più recenti si segnalano inoltre i saggi dedicati al Fondo Ferper negli Atti della giornata di studio in memoria di Guido Cornini, Edizioni Musei Vaticani 2025, e sull’Apulia Monumentale di Romualdo Moscioni nel catalogo della mostra Apulia Monumentale. Il viaggio di Romualdo Moscioni, Altamura (BA) nel 2024.
Numerosi sono, infatti, gli enti, le istituzioni e gli organismi con cui la Fototeca intrattiene rapporti di collaborazione. Tra questi si annoverano la Biblioteca Apostolica Vaticana, L’Osservatore Romano, l’ICCD (Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione), l’Istituto Centrale per la Grafica, l’Archivio Fotografico Comunale di Roma, la Fototeca della Biblioteca Hertziana, il Kunsthistorisches Institut in Florenz e l’American Academy in Rome.
In occasione del centenario delle celebrazioni raffaellesche, la Fototeca ha organizzato una mostra fotografica intitolata Raffaello in Vaticano. La memoria fotografica del divin pittore tra fine ’800 e primo ’90, successivamente trasformata in mostra digitale – la prima pubblicata sul sito web dei Musei Vaticani – a causa degli effetti della pandemia da Covid-19. A questa ha fatto seguito un’ulteriore mostra digitale, sempre nella sezione Catalogo, dedicata a L’Apulia Monumentale di Romualdo Moscioni. L’uso della fotografia come documento nell’Italia postunitaria.
I più recenti studi hanno trovato esito nella pubblicazione Domenico Anderson (1854–1938) fotografo in Vaticano (a cura di Paola Di Giammaria, con la collaborazione di Alessia Lobosco, Edizioni Musei Vaticani 2025), nella quale viene indagata in modo approfondito l’attività del fotografo e della ditta omonima. Attraverso un’attenta ricerca d’archivio sono inoltre ricostruiti i rapporti intercorsi tra Domenico Anderson e la Direzione dei Musei Vaticani a cavallo tra Ottocento e Novecento. Il volume analizza anche le tecniche fotografiche adottate dal fotografo nelle sue più importanti committenze, tra cui le note campagne fotografiche realizzate nella Cappella Sistina e nella Cappella Paolina nel Palazzo Apostolico.
Nel 2025, in occasione dell’Anno Giubilare e in concomitanza con il centenario della morte di Romualdo Moscioni, fotografo di punta della raccolta, la Fototeca ha curato la mostra Le Sette Chiese di Roma. L’itinerario giubilare nelle fotografie di Romualdo Moscioni (1849–1925), allestita nelle sale XVII e XVIII della Pinacoteca (9 ottobre 2025 – 7 marzo 2026). Alla mostra è stato affiancato il relativo catalogo (a cura di Paola Di Giammaria, con la collaborazione di Francesca Martusciello, Edizioni Musei Vaticani 2025). Sette sezioni, ciascuna per ogni chiesa, con sette negativi su vetro e un cospicuo corpus di stampe fotografiche alla gelatina bromuro d’argento, articolano il percorso della mostra e del catalogo realizzato per l’occasione e raccontano la figura e lo stile personalissimo di questo maestro dell’obiettivo.
Presso la Fototeca è possibile svolgere stage formativi rivolti a giovani neolaureati in materie artistiche e archeologiche con particolare esperienza nell’ambito della storia della fotografia e degli archivi fotografici (infostages.musei@scv.va).