Collezioni OnlinePinacoteca

Sala I. sec. XII-XV

Sala II. sec. XIII-XV

Sala III. sec. XV

Sala IV. sec. XV-XVI

Sala V. sec. XV

Sala VI. sec. XV

Sala VII. sec. XV-XVI

Sala VIII. sec. XVI

Sala IX. sec. XV-XVI

Sala X. sec. XVI

Sala XI. sec. XVI

Sala XII. sec. XVII

Sala XIII. sec. XVII

Sala XIV. sec. XVII

Sala XV. sec. XVIII

Sala XVI. sec. XIX

Sala XVII. sec. XVII

Sala XVIII. sec. XV-XIX

Il 27 ottobre del 1932 veniva inaugurata la nuova Pinacoteca Vaticana nell'edificio espressamente costruito dall'architetto Luca Beltrami per volere e secondo le direttive di Pio XI. Esso sorse in una parte dell'ottocentesco Giardino Quadrato, isolato e circondato completamente da viali, in un luogo ritenuto adatto ad assicurare le migliori condizioni di luce in rapporto sia alla corretta conservazione delle opere sia alla loro ottimale valorizzazione estetica. Veniva così risolta l'annosa questione dell'esposizione delle pitture, spostate di continuo nell'ambito dei Palazzi Apostolici in mancanza di una sede adeguata alla sua importanza. Una prima raccolta di soli 118 pregevoli dipinti fu creata da papa Pio VI intorno al 1790: essa ebbe breve durata dal momento che, a seguito del Trattato di Tolentino (1797), alcuni dei maggiori capolavori furono trasferiti a Parigi. L'idea di una Pinacoteca, intesa in senso moderno come esposizione aperta al pubblico, nacque solo nel 1817 dopo la caduta di Napoleone e la conseguente restituzione allo Stato della Chiesa di gran parte delle opere di sua appartenenza, secondo le direttive del Congresso di Vienna. La collezione si è continuata ad accrescere nel corso degli anni attraverso donazioni e acquisizioni fino a raggiungere l'attuale nucleo di circa 460 dipinti, disposti nelle diciotto sale in base a criteri di cronologia e scuola, dai cosiddetti Primitivi (XII-XIII secolo) al XIX secolo. La raccolta annovera alcuni capolavori dei maggiori artisti della storia della pittura italiana, da Giotto al Beato Angelico, da Melozzo da Forlì al Perugino e a Raffaello, da Leonardo a Tiziano, a Veronese, a Caravaggio e a Crespi.