Putto Carrara
Collezioni OnlineMuseo Gregoriano EtruscoSala III

Putto Carrara

Tarquinia
fine IV-III sec. a.C.
bronzo a fusione cava
Alt. cm 32,7
inv. 12108

La statua, fissata in origine su un basamento cui aderiva con una colata in piombo, è lacunosa del braccio sinistro e di due dita della mano destra, quest'ultime spezzate in antico. Sul braccio presenta un'iscrizione lacunosa menzionante un'offerta votiva al dio Silvano. La statua rientra nella categoria degli ex voto raffiguranti fanciulli, accovacciati o seduti, in atto di fare un'offerta alla divinità, come se ne conoscono dagli antichi santuari etruschi del lago Trasimeno, di Vulci, di Cerveteri. L'aspetto del nostro fanciullo, dal volto maturo, ha fatto supporre che questi raffigurasse il mitico Tagete, il veggente fanciullo con la saggezza di un anziano che proprio a Tarquinia, prodigiosamente apparso da un terreno nel corso di un'aratura troppo profonda, dettò per primo ai principes Etruriae la disciplina etrusca, ovvero i fondamenti della religione etrusca, poi codificata in libri sacri.