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TEMPTATIO MOISI LEGIS SCRIPTAE LATORIS

L'affresco raffigura vari episodi dell'Esodo relativi alla giovinezza di Mosè (da destra a sinistra): uccide l'egiziano che aveva maltrattato un israelita e fugge quindi nel deserto a Madian (Esodo 2,11-15); combatte i pastori che volevano impedire alle figlie di Ietro, tra cui è la futura moglie Sefora, di abbeverare il gregge al pozzo (Esodo 2,16-21); sentendo la voce di Dio si toglie i calzari e si avvicina al roveto ardente, ove riceve l'ordine di tornare in Egitto e l'annuncio della sua missione di liberare gli Ebrei dalla schiavitù (Esodo 3,1-12). Quest'ultimo episodio è quello a cui si riferisce il titolo del fregio superiore:"TEMPTATIO MOISI LEGIS SCRIPTAE LATORIS". Nell'uccisione dell'egiziano, Mosè può essere inteso come prefigurazione di Cristo che sconfigge il demonio. La scena è quindi, in stretta relazione con le tentazioni di Gesù nel deserto, raffigurate sulla parete di fronte (Tentazioni di Cristo). Nella storia centrale delle figlie di Ietro, Mosè compare come buon pastore, mentre negli altri episodi figura come capo prescelto del popolo Eletto.