Reparto Arte Ottocento e Contemporanea
Reparto Arte Ottocento e Contemporanea

Reparto Arte Ottocento e Contemporanea

Il Reparto Arte Ottocento e Contemporanea dei Musei Vaticani nasce nel 1973, contestualmente alla Collezione d’Arte Contemporanea - allora Collezione d’Arte Religiosa Moderna - con il compito di studiare, tutelare, valorizzare, diffondere e accrescere il patrimonio storico-artistico dal XIX secolo al presente.

L’idea di creare una sezione interamente dedicata all’arte contemporanea, all’interno del percorso espositivo dei Musei, risale al 1964 quando Papa Paolo VI, da poco eletto al Soglio pontificio, convoca in Cappella Sistina il mondo dell’arte. La sfida è audace e di altissimo livello: il pontefice vuole ristabilire l’interrotto legame tra la cultura contemporanea e la Chiesa.
Si avvia così la complessa fase di selezione e raccolta delle opere, che viene condotta dal suo Segretario personale, Mons. Pasquale Macchi, insieme a Mons. Giovanni Fallani e Mons. Ennio Francia, attraverso rapporti e contatti con artisti, eredi, gallerie, istituzioni pubbliche e private.
Nei quasi dieci anni di lavoro, senza l’impiego di alcuna risorsa della Santa Sede, viene costituito un nucleo di circa 900 opere, inizialmente acquisita come collezione privata del pontefice, a documentare non tanto l’arte religiosa quanto la spiritualità dell’arte internazionale, di uno dei periodi più fecondi e complessi della storia dell’arte occidentale. Ma l’obiettivo forse più ambizioso di Papa Montini è stato quello di non inserire alcun limite, cronologico, geografico, di fede, religione o razza, alla possibilità che la ricerca del sacro nell’arte del presente trovasse posto all’interno dei Musei, cui questa raccolta era destinata. Così la Collezione non ha mai interrotto la sua crescita e oggi conta circa 8400 opere.

Il 23 giugno del 1973 la Collezione viene aperta al pubblico e nel 1974 viene nominato Curatore Mario Ferrazza che la dirige fino al 2000, quando subentra Micol Forti.
Oltre alle opere in Collezione, il Reparto studia, tutela e valorizza il patrimonio mobile e immobile dal XIX secolo a oggi, conservato negli ambienti dei Musei (Sala dell’Immacolata Concezione, Sala degli Indirizzi, Galleria dei Candelabri, Braccio Nuovo, Museo Chiaramonti), dei Palazzi Apostolici, delle Basiliche Maggiori e delle aree extra territoriali.