Il Cortile della Pigna: un gioiello rinascimentale ritrovato
Musei Vaticani
Il Cortile della Pigna, un autentico gioiello dell’architettura rinascimentale, ha ritrovato la sua originale cromia. Un restauro decennale, iniziato nel settembre del 2016 sotto la Direzione dei Musei Vaticani, ne ha ripristinato l’originario color travertino. Prima dell’intervento i fronti del Cortile mostravano evidenti segni di degrado degli intonaci e delle superfici. Negli anni 2015-2016 sono stati portati a termine tre cantieri sperimentali, cosiddetti pilota. Il primo cantiere pilota (marzo 2015-luglio 2016) ha interessato l’angolo nord est del Cortile, il secondo (agosto 2015-settembre 2016) il terrazzo sommitale del Nicchione, e infine il terzo (gennaio 2016-novembre 2016), l’angolo sud-est.
L’intervento conservativo e di restauro è stato condotto dal Reparto Beni Architettonici dei Musei Vaticani, con la fattiva collaborazione di numerosi Reparti e Laboratori dei Musei del Papa: Reparto per l’Arte dei secoli XV-XVI, Reparto per l’Arte dei secoli XVII-XVIII, Reparto Arte Ottocento e Contemporanea, Gabinetto di Ricerche Scientifiche, Laboratorio di Restauro Materiali lapidei, Laboratorio di Restauro Dipinti e Materiali lignei, Laboratorio di Restauro Metalli e Ceramiche.
Mediante indagini stratigrafiche ed analisi diagnostiche dei materiali costitutivi originali e di quelli sovrammessi (superfetazioni), sono state definite stratificazioni edilizie, criteri generali di intervento, materiali da impiegare e metodologie da impiegare in vista dell’avvio del grande progetto di restauro e conservazione del Cortile della Pigna. L’ubicazione di questi tre cantieri è stata determinata dall’esigenza di raccogliere dati relativi a fasi edilizie differenti. I numerosi saggi stratigrafici effettuati hanno permesso di ritrovare le tracce di scialbi originali di color avorio (o color travertino) a base di calce e polvere di marmo senza differenziazione alcuna tra modanature architettoniche e murature. A partire dall’Ottocento, aderendo alle consuetudini dell’epoca ed alla tradizione romana, i prospetti vennero poi tinteggiati di color ocra gialla.
Il restauro condotto in questi dieci anni è stato volto a ripristinare le cromie originali delle superfici sulla base anche delle fondamentali ricerche di archivio e delle numerose vedute storiche che restituiscono l’immagine del complesso nelle diverse fasi della sua storia. È stato pertanto deciso di procedere con la scelta del color travertino come colore uniforme per membrature e murature impiegando, per quanto possibile, ricette antiche che prevedevano l’uso di grassello di calce, latte vaccino e pigmenti in polvere. In tal modo si è ottenuta una finitura cromaticamente molto simile a quella dei frammenti più antichi ritrovati.
I lavori si sono conclusi con la manutenzione generale dei prospetti, e con il restauro del Portale di Gregorio XV e della Scala dei Marmi di Gio Ponti. Una vera e propria scoperta ha riservato il restauro del Portale di Gregorio XV, posto nell’angolo nord-est del Cortile della Pigna, e che dà accesso a una scala che conduce alla Fontana della Galea e all’omonimo Viale. Pochi mesi dopo la sua elezione, Gregorio XV Ludovisi (1621–1623) intervenne sulla scala, affidando ai muratori la realizzazione di gradini in mattoni e del bel portale in travertino affacciato sul Cortile della Pigna, sulla cui architrave campeggia ancora oggi il nome del pontefice, rivelato dal restauro.
Sui gradini in mattoni della Scala di Gregorio XV intervenne, nel 1936, l’architetto e designer milanese Gio Ponti che li sostituì con marmi policromi, realizzando la Scala dei Marmi, ideata in occasione della Mostra Universale della Stampa Cattolica, allestita in quattro padiglioni nel Cortile della Pigna. Contraddistinta da un elegante gioco di marmi e alabastro, la Scala è tornata ora finalmente visibile.
Il restauro è stato reso possibile grazie al generoso contributo dei Patrons of the Arts in the Vatican Museums. Questo è il più ampio progetto di restauro a lungo termine intrapreso dai Patrons.