Più di mille parole
Immagini da L’Osservatore Romano
Pinacoteca Vaticana, Musei Vaticani
La mostra “Più di mille parole. Immagini da L’Osservatore Romano” - allestita nelle Sale XVII e XVIII della Pinacoteca dei Musei Vaticani - è dedicata al quotidiano che, fondato il 1° luglio del 1861, da 165 anni si propone di svolgere la delicata missione di raccontare il mondo, nella verità e con misericordia, alla luce del Vangelo.
L’esposizione raccoglie e presenta una selezione delle fotografie, illustrazioni e disegni che, insieme alla parola scritta, dicono del lavoro compiuto in questi anni dal giornale, in particolare da quando, il 4 ottobre 2020, in seguito a un significativo restyling, si è deciso di dare più spazio alla forza delle immagini. Cominciando dalla prima pagina. La prima parte della mostra è dedicata proprio alle immagini che occupano buona parte delle pagine iniziali del quotidiano. Scelte dal team di giornalisti guidati da Piero Di Domenicantonio e da Gaetano Vallini, sono fotografie “forti”, spesso drammatiche. Ma non tutte. Ce ne sono alcune che raccontano storie di speranza. È questa una scelta radicale del giornale, che investe tutte le pagine, non solo le prime o quelle che si occupano di geopolitica internazionale: optare per il racconto di storie di speranza. Il bene è contagioso, più del male. La seconda parte della mostra è invece dedicata alle altre immagini, opere di disegnatori e illustratori, realizzate per accompagnare alcune rubriche fisse del giornale.
«Senza dubbio un grande merito per questa svolta – spiega Andrea Monda, Direttore Responsabile de L'Osservatore Romano – è da ascrivere al pontificato di Papa Francesco. Già il linguaggio di Bergoglio era immaginifico e lui stesso ha più volte espresso, in pubblico e in privato, questo concetto per cui “un’immagine vale più di mille parole”. Questa svolta è stata di fatto accompagnata, lungo il cammino, dalla sollecitudine dello stesso pontefice argentino. La presente mostra è allora anche una forma di restituzione, un gesto di gratitudine innanzitutto nei suoi confronti, che si estende a tutti i disegnatori coinvolti in questa avventura e infine a tutti i visitatori che, speriamo, potranno apprezzare il lavoro svolto in tutti questi anni dal quotidiano della Santa Sede».
«Immagini forti e immagini di speranza – aggiunge Barbara Jatta, Direttore dei Musei Vaticani – c’è il nostro presente nelle fotografie che, ogni giorno, L’Osservatore Romano sceglie per descrivere la realtà che ci circonda, per visualizzare il presente e per immaginare il futuro che ci attende. Quale luogo migliore dei Musei Vaticani per parlare della potenza delle immagini, della loro capacità di arrivare al cuore, con mezzi che valgono più di mille parole».