Le Litanie della Vergine di Mario Deluigi
Le Litanie della Vergine di Mario Deluigi

Le Litanie della Vergine di Mario Deluigi

Dialogo tra sacro e astrazione

Dal 10 settembre 2026
Palazzo Papale di Castel Gandolfo (Roma)

La mostra "Le Litanie della Vergine di Mario Deluigi. Dialogo tra sacro e astrazione”, a cura di Rosalia Pagliarani e Assia Carpano, allestita nelle sale espositive del Palazzo Papale di Castel Gandolfo, è dedicata all’artista veneto, fra i principali esponenti della ricerca pittorica della seconda metà del Novecento. Mario De Luigi - in arte Deluigi, nato a Treviso nel 1901 e morto a Dolo (Venezia) nel 1978 - ha attraversato con originalità e rigore la stagione dell’astrazione e dell’arte spaziale, movimento cui aderirà firmandone, nel 1951, il Manifesto.

All’interno della sua produzione pittorica, l’opera le Litanie della Vergine (Omaggio a Mondrian), grande olio su tavola del 1949-1950, si configura come un caso stilisticamente isolato: una composizione concepita nel più puro dei linguaggi astratti che dà vita a un’autentica opera d’arte sacra.

«Le Litanie della Vergine - illustra il Direttore dei Musei Vaticani Barbara Jatta - sono un Omaggio a Mondrian ma soprattutto un omaggio alla Vergine Maria e alle sue Litanie. Un’opera dirompente, quando venne realizzata da Mario Deluigi nel 1949, tanto da essere rifiutata dai padri salesiani per i quali l’aveva ideata. Esposto alla XXV Biennale veneziana nel 1950, il dipinto fu l’omaggio a papa Paolo VI da parte del Patriarca di Venezia - il cardinale Albino Luciani, futuro Giovanni Paolo I - in uno storico ed evocativo incontro precursore del futuro della Chiesa Romana, avvenuto in piazza San Marco il 16 settembre 1972».

Accanto all’opera pittorica, è in mostra un portfolio di dieci serigrafie (1972), ciascuna di esse dedicata ad altrettanti appellativi lauretani. Testimone di questa nuova elaborazione è un prezioso libretto, una sorta di menabò che l’artista utilizza per ideare le singole composizioni, presente in esposizione grazie alla generosa disponibilità del figlio dell'artista, Gianni De Luigi, promotore della riscoperta della storia delle Litanie. Arricchiscono l’esposizione due grandi pannelli tessili, realizzati dalla storica manifattura veneziana Rubelli, ispirati alle composizioni serigrafiche di Deluigi: Rosa Mystica e Stella Matutina, qui in mostra a ricordare la profondità spirituale dell’artista, che nel 1978 scrisse: «Che cosa può essere la fede? La fiducia in una forza che senti vicina e ti assomiglia».